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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

27 gennaio 2026

Il ritorno di Liana Millu

 



"Si tratta di un quaderno di non grandi dimensioni: 12 x18 cm, di un'eleganza un po' massiccia per cui si vorrebbe spendere l'aggettivo tedesca. È ricoperto di pelle zigrinata. Sul fianco ha una piccola serratura per custodire meglio segreti, probabilmente sentimentali, di qualche signorina di un tempo. In alto a sinistra, in caratteri gotici dorati, introdotti e chiusi da riccioletti, vi è scritto Tagebuch, diario [...] A metà degli anni Ottanta, con un gesto indimenticabile, il diario fu consegnato all'autore di questa introduzione. Dovevo custodirlo e non leggerlo fino alla morte di Liana. Per vent'anni stette là serrato. Era l'oggetto più prezioso della mia casa. Più che uno scrigno inaccessibile era paragonabile a una cosa sacra: nulla, se non fedeltà e timore, impedivano di aprirlo. La domanda è sorta dopo. Ora potevo leggerlo, ma dovevo pubblicarlo? Dubbi legittimi, ma non tali da mettere in discussione la decisione di far giungere pagine senza uguali nelle mani di molti lettori i quali hanno ormai a disposizione un'ulteriore, singolarissima, via per accedere al mondo della Shoah, tragico evento che ha contrassegnato in modo incancellabile la storia europea".
Pietro Stefani

*Piero Stefani Introduzione al diario di Liana Millu Tagebuch, Giuntina, Milano, 2006.

Liana Millu (Pisa 1914 - Genova 2005)

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