27 Aprile 1945, venerdì pomeriggio davanti al carcere le Nuove
" [...] In un momento ci trovammo circondati, abbracciati da dieci, venti bracia. Tante voci ci chiedevano notizie, particolari, una qualsiasi parola di risposta. Decine di occhi scrutavano i nostri volti e le mamme alzavano da terra i loro piccoli perché pure loro ci vedessero. E i ragazzi sgusciavano da sotto le gambe dei più alti per poterci venire vicino, per toccarci! Era la gente nostra, quella che un giorno, all'inizio ci aveva chiesto di 'fare, come tanti, qualcosa per l'Italia', era il popolo semplice per il quale avevamo tanto rischiato, che ci correva incontro e ci diceva Grazie."
Carlo Milan, in Per la libertà, Mursia, 1995, pp. 195-197.
*Giorni di Torino che sono ben fissati nell'anima, ricordi e racconti vivissimi che hanno nutrito i giorni dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'età della consapevolezza in modo definitivo.
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