Il 25 Aprile è (ancora) divisivo?
Questa data del nostro calendario civiile segna in modo netto un prima e un dopo.
Il Fascismo è stato l'avvelenamento della politica, il delitto Matteotti, leggi liberticide a partire dal 1924, abolizione della libertà di stampa, dei partiti, dei sindacati, la persecuzione di ogni opposizione con l'omicidio, il carcere, il confino e ogni tipo di vessazione, la militarizzazione della società tutta, la campagna d'Africa del 1935-1936, le leggi razziali del 1938, la delittuosa partecipazione alla seconda guerra mondiale a fianco del Terzo Reich, di cui erano già note tutte le nefandezze. La Repubblica di Salò è stata la prosecuzione della devastazione quando oramai l'Italia era sfibrata da una guerra feroce, è stata l'odio irrefrenabile, le torture nelle carceri, le razzie e gli assalti ai paesi dell'Italia a supporto delle operazioni militari delle SS, uomini e donne uccisi ed impalati, bambini strappati alle madri e straziati per assaporarne il sangue, gli ebrei consegnati ai vagoni dei tedeschi diretti verso i campi di sterminio.
Il 25 Aprile segnò la LIBERAZIONE per tutti, vera liberazione per tutti, anche per chi era stato fascista fino al giorno prima.
Per questo il 25 Aprile ha diviso in modo netto la Storia degli italiani, divisivo per definizione, unificante per ogni persona che riconosce (o finalmente riesce a riconoscere) la forza di quella cesura tra quel che era stato prima e il tempo dell'Italia Liberata.
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