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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

21 marzo 2010

Giornata mondiale della Poesia ... e della Lentezza



Poesia
è rifare il mondo, dopo
il discorso devastatore
del mercadante.

Davide Maria Turoldo




(con sicuro riferimento alle vicende di questi tempi tristi e irresponsabili)
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17 marzo 2010

Le Regole

[...] Ma l'insensibilità all' osservanza delle leggi sembra diffondersi come un liquame gelatinoso; la sua sorgente è la classe politica, ma non so se a quest' ultima si contrapponga un Paese reale più sano e meno inquinato. In questo caos è sempre più difficile distinguere guardie, ladri e derubati. Certo, siamo tutti insofferenti di leggi e di regole, sempre impari, nella loro inevitabile convenzione, al fluire della vita. La maturità di un individuo e di una società consiste nell' armonia con cui si sanno conciliare giustizia ed equità, rispetto delle leggi e capacità di risolvere umanamente i conflitti che in certi casi la loro rigidezza può provocare, senza passare disinvoltamente al di sopra di esse, ma trovando una modalità anche formale di risolvere quel conflitto. Talvolta il summum ius può diventare summa iniuria, massima ingiustizia, e allora si pone un conflitto che va risolto. Ma se non c'è nessun ius, c'è sempre e soltanto la massima iniuria, il trionfo dell' ingiustizia ovvero dei più forti privi di freni nella loro oppressione dei deboli. [....].
Claudio Magris

C. Magris,  La Regola é Liberta' anche se non piace, "Corriere della sera", 15 marzo 2010  [leggi tutto]


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11 marzo 2010

Gli infrangi-legge

"Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo."
Vittorio Alfieri
Della Tirannide
Libro 1, Cap. 2

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07 marzo 2010

Senza sogni

"E' come se l'Italia avesse smesso di sognare. Parliamo tanto di riforme, ma per farne che? Dopo la caduta del Muro di Berlino, la crisi economica, é cambiata la concezione del mondo; e l'Italia in che modo é entrata nel nuovo millennio? Nel modo peggiore, smarrendo se stessa, senza sogni, senza speranze, smarrendo se stessa. Viviamo una condizione di rassegnazione, di inerzia a voler cambiare il mondo. Una malattia sottile"
Mons. Vincenzo Paglia


Vincenzo Paglia - Franco Scaglia, In cerca dell'anima. Dialogo su un'Italia che ha smarrito se stessa, Milano, Piemme editore, 2010.
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06 marzo 2010

Impunità

"[...] La forza legale non proteggeva in alcun conto l'uomo tranquillo, inoffensivo, e che non avesse altri mezzi di far paura altrui. Non già che mancassero leggi e pene contro le violenze private. Le leggi anzi diluviavano; i delitti erano enumerati, e particolareggiati, con minuta prolissità; le pene, pazzamente esorbitanti e, se non basta, aumentabili, quasi per ogni caso, ad arbitrio del legislatore stesso e di cento esecutori; le procedure, studiate soltanto a liberare il giudice da ogni cosa che potesse essergli d'impedimento a proferire una condanna: gli squarci che abbiam riportati delle gride contro i bravi, ne sono un piccolo, ma fedel saggio. Con tutto ciò, anzi in gran parte a cagion di ciò, quelle gride, ripubblicate e rinforzate di governo in governo, non servivano ad altro che ad attestare ampollosamente l'impotenza de' loro autori; o, se producevan qualche effetto immediato, era principalmente d'aggiunger molte vessazioni a quelle che i pacifici e i deboli già soffrivano da' perturbatori, e d'accrescer le violenze e l'astuzia di questi. L'impunità era organizzata, e aveva radici che le gride non toccavano, o non potevano smovere. Tali eran gli asili, tali i privilegi d'alcune classi, in parte riconosciuti dalla forza legale, in parte tollerati con astioso silenzio, o impugnati con vane proteste, ma sostenuti in fatto e difesi da quelle classi, con attività d'interesse, e con gelosia di puntiglio. Ora, quest'impunità minacciata e insultata, ma non distrutta dalle gride, doveva naturalmente, a ogni minaccia, e a ogni insulto, adoperar nuovi sforzi e nuove invenzioni, per conservarsi. Così accadeva in effetto; e, all'apparire delle gride dirette a comprimere i violenti, questi cercavano nella loro forza reale i nuovi mezzi più opportuni, per continuare a far ciò che le gride venivano a proibire [...].
Alessandro Manzoni
 I promessi sposi, Cap.1

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04 marzo 2010

Censura

“La decisione di chiudere i programmi di approfondimento Rai è gravissima. Senza precedenti in Europa. È come se ci fosse paura che questi programmi svelino illusioni spesso spacciate per realtà”. Il miracolo de L'Aquila. Non è vero: L'Aquila muore. La crisi è finita. Non è vero: la crisi continua a mordere. Della mafia non si parla, la criminalità organizzata governa di fatto un terzo del Paese. Nascondere i problemi vuol dire aggravarli. Portarli alla luce, litigare sui problemi potrà dispiacere a chi governa ma è un aiuto a pensare oltre a essere la regola numero uno della democrazia: conoscere per deliberare".
Corrado Augias
Le Storie, Rai3
2 marzo 2010

28 febbraio 2010

Proposta di civiltà

[...] Ecco allora la proposta che avanzo, una proposta di legge di iniziativa popolare, composta di un solo articolo che ratifica il capitolo C della convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992 e che «garantisce l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari di permesso di soggiorno Ce per i soggiornanti di lungo periodo secondo le modalità di esercizio e le condizioni previste per i cittadini dell’Ue demandando a un decreto del ministero degli Interni la disciplina per l’iscrizione nelle liste elettorali degli stranieri».
Una proposta di legge di iniziative popolare con un obiettivo ambizioso: un milione di firme in Parlamento, per dimostrare che gli italiani hanno fiducia, per far vedere l’Italia della convivenza per far scendere in campo da protagonisti i cittadini stranieri, far vedere i loro volti e valorizzare i loro talenti. Anche così si costruiscono i nuovi italiani. Vogliamo discuterne e provarci insieme?
Livia Turco
"L'Unità", 28.2.2010
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19 febbraio 2010

Il coraggio dei piccoli gesti

[...] Non è necessario identificare il coraggio solo con gesti eroici o rivoluzionari. Penso piuttosto ad un modo di vita che come primo passo rinneghi l'illegalità, il fascino comodo dell'illegalità, a partire dalle piccole cose quotidiane: il non occupare un parcheggio riservato ai portatori di handicap, il dichiarare correttamente i propri guadagni, l'acquistare i programmi per il computer invece che scaricarli illegalmente, ecc... Si tratta, cioè, di rappresentare attraverso il rispetto delle regole, il fatto che «l'altro» ci sta a cuore. Nulla di eroico. Rispettare le norme, aderire alle stesse, rappresenta che ci sta a cuore la collettività: che, quindi, la riconosciamo nella sua supremazia; anche rispetto a ciascuno di noi. Messaggio, questo, che in certi contesti è certamente rivoluzionario e che deve essere fatto proprio da chi ambisce a rappresentare la collettività. Se in certe zone d'Italia lo Stato è ora pressoché assente, chi guarda da lontano non può sentirsi solo legittimato a criticare o predicare: deve dare l'esempio, poiché se il senso del valore Stato non parte da dove le istituzioni funzionano meglio è impossibile pensare che si sviluppi dove esse sono prive di autorità. Tanto più se non c'è neppure l'alibi della paura a condizionare i comportamenti, ma c'è solo la ricerca dell'affermazione personale.[...]
Umberto Ambrosoli*

 Umberto Ambrosoli, Serve il coraggio dei piccoli gesti, "Corriere della Sera", 1 nov. 2009 [..leggi tutto]


* Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio Ambrosoli   (v. Corrado Stajano, Un eroe borghese, Torino, Einaudi, 1991 e 2005.
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18 febbraio 2010

Servitori dello Stato

[....] La riservatezza, il senso d’opportunità, l’estraneità ad amicizie potenzialmente in conflitto rispetto agli obblighi della funzione, per un dipendente statale, di qualsiasi livello e a qualsiasi ordine appartenga, non sono manifestazioni di ipocrisia o di moralismo bigotto e passatista. Sono sacrifici, magari anche limiti a quella manifestazione del pensiero che è costituzionalmente garantita a tutti i cittadini, ma che si esercita nelle forme e nei modi consentiti a chi riveste un ruolo così delicato. Possono essere anche «discriminazioni», come le chiama il pm Nicastro, a cui si dovrebbero assoggettare volentieri coloro che, senza alcuna costrizione, scelgono una carriera nell’amministrazione pubblica.
Il prossimo anno si festeggeranno i 150 anni dello Stato italiano. Invece dei soliti riti celebrativi e delle solite polemiche retrospettive sulle virtù degli Stati borbonici e le crudeltà repressive dei piemontesi, ecco un bel tema di riflessione e di discussione pubblica. Anche perché la corruzione va colpita in sede giudiziaria, ma va combattuta prima di tutto nella testa dei cittadini. Specie se sono «servitori dello Stato».
Luigi La Spina

Luigi La Spina, Chi serve lo stato non ha amici, "La Stampa", 18 febbraio 2010 [.. leggi tutto].

Per capire chi é un "servitore dello Stato" v. Nando dalla Chiesa, Il giudice ragazzino. Storia di Rosario Livatino assassinato dalla mafia sotto il regime della corruzione, Torino, Einaudi 1992.

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14 febbraio 2010

Curiosa Italia

"[...] L’Italia resta un paese pieno di grandi contraddizioni e diversità, ed è tuttora, nonostante tanta omologazione, mala politica, mala amministrazione, mala educazione e il populismo che ha prosperato sul “genocidio” del popolo, proprio per questo un paese che può non annoiare e dove in qualche modo è sopportabile vivere, perché vi si può ancora sperimentare il sentimento della curiosità e non solo quelli della ripulsa, dell’indignazione, del disgusto. [...]"
Goffredo Fofi

*Goffredo Fofi, L’Italia dei «luoghi arresi», "L'Unità", 7 febbraio 2010 [leggi tutto],  a proposito del libro di Franco Arminio, Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, Roma-Bari, Laterza, 2010.

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