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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

27 maggio 2021

Praterie della libertà


"L’uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero. L’uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero. Per contro, si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l’assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi."
Ignazio Silone

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16 maggio 2021

Cancel Culture

"Intanto possiamo essere meno stupidi di un algoritmo e quindi valutare le cose nel loro contesto."
Zerocalcare

*Zerocalcare, "La dittatura immaginaria", Internazionale, 14.5.2021.

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11 maggio 2021

Insegnare è



"Il fatto è che una grande preparazione può essere materia pregiata sul mercato del sapere, ma se è priva di passione umana, civile, è destinata a risultare del tutto sterile sul piano educativo. Solo la passione accende l'attenzione verso chi ti ascolta. E costruisce una reciprocità di rapporti."
Nando Dalla Chiesa

*N. Dalla Chiesa, Per fortuna faccio il Prof. Bompiani, Milano, 2018, p. 78.

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08 maggio 2021

Joyce L.

Vogliamo piantare le tende
su una stella? Vedremo cose stupende
chi sa se c'è il mare
se sa di miele o di sale
forse ci sono alghe azzurre
che odore avrà la polvere
quando ci cade il raggio di un sole?
Ma quando avremo guardato ben bene
di che cosa parleremo insieme
sotto la tenda?
degli uomini e delle donne che fanno la rivoluzione
o si rassegnano a servire
discuteremo
di com'è fatta la gente
di quel che si capisce e si sente
dell'amare e del non amare
(è finito quel gin di ieri?).
..
Joyce Lussu


* J. Lussu, Inventario delle cose certe, Fermo, Livi, 1998.
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07 maggio 2021

La donna in cammino

"Le poetesse saranno! Quando l'infinita schiavitù della donna sarà spezzata, quando vivrà per sè e attraverso sè, quando l'uomo - finora abominevole - le avrà dato la libertà, sarà poeta anch'essa! La donna troverà l'ignoto! I suoi mondi d'idee differiranno dai nostri? Essa troverà cose strane, insondabili, ributtanti, deliziose, noi le prenderemo, noi le comprenderemo."
Arthur Rimbaud, 15.5.1871
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02 maggio 2021

Schiudere il mondo



Perfino adesso, ogni tanto,
con un esile trifoglio
puoi schiudere il mondo.

Ghiannis Ritsos

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01 maggio 2021

Primo Maggio


"Allora io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c’è maggiore soddisfazione di un lavoro ben fatto. Un lavoro ben fatto, qualsiasi lavoro, fatto dall’uomo che non si prefigge solo il guadagno, ma anche un arricchimento, un lavoro manuale, un lavoro intellettuale che sia, un lavoro ben fatto è quello che appaga l’uomo. Io coltivo l’orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quella che faccio quando ho finito un buon racconto.
E allora dico anche questo, no: una catasta di legno ben fatta, ben allineata, ben in squadra, che non cade, è bella; un lavoro manuale, quando non è ripetitivo, ricordo ‘Tempi moderni’ di Charlot, è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo. Un bravo falegname, un bravo artigiano, un bravo scalpellino, un bravo contadino; e oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca. Perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino. E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari lavori così, magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali".
Mario Rigoni Stern

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25 aprile 2021

25 Aprile 2021

"Vi ringrazio per avermi invitato, ma soprattutto per questa visita molto commovente. Si vede la sofferenza quotidiana di un popolo inerme, senza libertà, senza cibo, nel terrore, attraverso queste foto, questi manifesti, questi allarmi, queste minacce.
In questa ricorrenza, vi ringrazio veramente. Questo è un luogo simbolo della nostra memoria nazionale. Via Tasso evoca, anche nei ricordi familiari, l'orrore dell'occupazione nazista, la ferocia delle dittature.
Nel momento in cui anche i musei riaprono, mi auguro che, con le necessarie precauzioni, molti giovani abbiano l'opportunità di visitare queste stanze, di conoscere le storie di tanti combattenti per la libertà che qui sono stati torturati e uccisi, di capire fino in fondo il senso del loro sacrificio. E di comprendere che, senza il loro coraggio, oggi non avremmo le libertà e diritti di cui godiamo. Libertà e diritti che non sono conquistati per sempre e non sono barattabili con nulla. Sono più fragili di quanto non si pensi.
Non dobbiamo rivolgerci soltanto ai giovani ma a tutti i nostri concittadini. Perché il dovere della memoria riguarda tutti. Nessuno escluso.
Assistiamo oggi, spesso sgomenti, ai segni evidenti di una progressiva perdita della memoria collettiva dei fatti della Resistenza, sui valori della quale si fondano la Repubblica e la nostra Costituzione, e a troppi revisionismi riduttivi e fuorvianti. Ecco perché questa ricorrenza non deve invecchiare, non deve subire l'usura del tempo.
Nel conoscere in profondità la storia di quegli anni, del fascismo e dell'occupazione nazista, saremo più consapevoli dell'importanza dei valori repubblicani e di come sia essenziale difenderli ogni giorno.
Constatiamo inoltre, con preoccupazione, l’appannarsi dei confini che la Storia ha tracciato tra democrazie e regimi autoritari, qualche volta persino tra vittime e carnefici. Vediamo crescere il fascino perverso di autocrati e persecutori delle libertà civili, soprattutto quando si tratta di alimentare pregiudizi contro le minoranze etniche e religiose.
Il linguaggio d'odio, che sfocia spesso nel razzismo e nell'antisemitismo, contiene sempre i germi di potenziali azioni violente. Non va tollerato. È una mala pianta che genera consenso per chi calpesta libertà e diritti - quasi fosse un vendicatore di torti subiti - ma diffonde soprattutto il veleno dell'indifferenza e dell’apatia.
La senatrice Liliana Segre ha voluto che la scritta “Indifferenza” fosse messa all'ingresso del memoriale della Shoah di Milano per ricordarci che, insieme ai partigiani e combattenti per la libertà, vi furono molti che si voltarono dall'altra parte in cui - come dice lei - è più facile far finta di niente.
Nell’onorare la memoria di chi lottò per la libertà dobbiamo anche ricordarci che non fummo tutti, noi italiani, “brava gente”. Dobbiamo ricordare che non scegliere è immorale per usare le parole di Artom. Significa far morire, un'altra volta, chi mostrò coraggio davanti agli occupanti e ai loro alleati e sacrificò sé stesso per consentirci di vivere in un Paese democratico.
Ma è nella ricostruzione del presente, di un presente in cui il ricordo serve a dirci quel che non vogliamo ripetere, che avviene la riconciliazione. È la ricostruzione basata sulla fratellanza, sulla solidarietà, sull'amore, sulla giustizia che porta alla riconciliazione.
Queste stanze che un tempo videro orrori da domani vedranno visitatori - speriamo anche molti giovani visitatori - che vogliono conoscere la storia d'Italia.
È per questo che sono molto contento di celebrare con voi la Festa della Liberazione in un luogo simbolo, sì del periodo più nero vissuto dalla nostra capitale, ma anche simbolo oggi della rinascita dell'Italia intera. Vi ringrazio.
Mario Draghi, Presidente del Consiglio. 

*Cerimonia per il 25 Aprile  Via Tasso, Roma, 25.Aprile 2021.

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Torino libera

 Torino, 27 Aprile 1945, venerdì pomeriggio

" .. e ci vennero incontro. In un momento ci trovammo circondati, abbracciati da dieci, venti bracia. Tante voci ci chiedevano notizie, particolari, una qualsiasi parola di risposta. Decine di occhi scrutavano i nostri volti e le mamme alzavano da terra i loro piccoli perché pure loro ci vedessero. E i ragazzi sgusciavano da sotto le gambe dei più alti per poterci venire vicino, per toccarci! Era la gente nostra, quella che un giorno, all'inizio ci aveva chiesto di 'fare, come tanti, qualcosa per l'Italia', era il popolo semplice per il quale avevamo tanto rischiato, che ci correva incontro e ci diceva Grazie. Era il cuore della città amata, che ritornava a battere accanto al nostro e ci manifestava tutto il suo attaccamento, la riconoscenza."
Carlo Milan

Carlo Milan, "Per la libertà", Mursia, Milano, 1995, pp. 121-197.

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25 aprile

"Il 25 aprile festeggia la liberazione da quella forma che l' umanità ha assunto sotto il giogo del nazismo. Ma dire 'liberazione' significa dire che quel giogo non c'è più, e che occorre ricordarlo ed esecrarlo perché non si ripresenti. E probabilmente come totalitarismo politico non si ripresenterà più almeno in Europa. Ma siamo sicuri che l'aggettivo 'politico' è sufficiente a caratterizzare il nazifascismo, o non dobbiamo piuttosto pensare che la sua anima sia da rintracciare in una sorta di totalitarismo tecnico rispetto a cui quello politico risulta essere solo un fenomeno secondario? E se l'ipotesi fosse vera non siamo noi, tutti noi, uomini d' oggi, 'figli di Eichmann', non di Hitler, simbolo dell' espressione ' politica' del totalitarismo, ma proprio di Eichmann, il burocrate, che, come funzionario di un apparato, più o meno come oggi noi tutti siamo nel regime della tecnica, compiva dal ridotto della sua scrivania azioni dagli effetti che oltrepassano l' immaginazione di cui può essere capace un uomo?"
Umberto Galinberti

*recensione al libro di Gunther Anders, Noi figli di Eichmann, Giuntina, Firenze, 1995.

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