"Il contadino manteneva un legame permanente con l'immensa creazione del mondo, e spirava nelle profondità del pianeta, accanto ad Abramo. Invece noi, scorso il giornale, moriamo solitari sul nostro divano angusto e superfluo. Dove va a finire tutto il nostro orizzonte, tutta la nostra capacità ricettiva quando ci togliamo i calzoni o ce li sfilano di dosso? Oppure quando portiamo il cucchiaio alla bocca. Prima di impugnare il cucchiaio, il contadino cominciava col farsi il segno della croce e con questo solo gesto riflesso si legava alla terra e al cielo, al passato e al futuro".
18 settembre 2021
02 settembre 2021
Roberto Benigni
27 agosto 2021
Cesare Pavese
"ODISSEO Si tratta sempre di accettare un orizzonte.
E ottenere che cosa ?"
Cesare Pavese
*I dialoghi con Leucò, Einaudi, 1947.
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18 agosto 2021
Tra donne
In questo periodo Radio 3 ha "confezionato" la lettura "Ad alta voce" dei principali romanzi di Cesare Pavese, tutti da ascoltare in religioso silenzio (anche in podcast) per decifrare tutte le sfumature del lessico pavesiano. In particolare sorprende la sicura capacità di penetrare la mentalità delle figure femminili perché Pavese racconta storie di ragazze in bilico tra il modello tradizionale e quella femminilità già impastata di desiderio/bisogno di indipendenza, esplicitata nella ricerca dell'autonomia economica frutto del lavoro al di fuori dalla cerchia familiare (v. La bella estate.Tra donne sole, ecc). L'esperienza della guerra e della Resistenza le ha proiettate nel mondo nuovo dei diritti ed è ragionevole presumere che le figlie di quelle stesse donne saranno protagoniste del femminismo degli anni '60/'70.
mm
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05 agosto 2021
Parlar male
Michele Serra
*L'amaca di Michele Serra, "la Repubblica", 5.8.2021.
04 agosto 2021
La buona educazione
18 luglio 2021
Umana Riservatezza
10 luglio 2021
Stai calmo.
Stai calmo.
Ti può accadere qualcosa
di terribile solo se pensi
alla vita come a una cosa sicura.
Pensa, invece, che sei finito
per caso in mezzo ai respiri del mondo.
Pensa che la casa di tutti
è il niente, ma non il niente
che ci aspetta, quello è solo
una nostra ipotesi, pensa
al niente di cui siamo fatti
e in cui spunta per miracolo
il cielo, una montagna,
un braccio.
L'insidia dell'ansia è farti
pensare che forse stai morendo,
ma questo è il male
di chi si crede vivo,
di chi non sa pensarsi
come un filo d'erba, una nevicata,
un soffio di vento.
Non so quando abbiamo
cominciato la sinfonia
della presunzione, la pretesa
di essere e di avere.
Non è questo il nostro mestiere.
Aspetta il giorno assieme ai muri,
ai ragni. Non credere
alle furbizie, ai guadagni.
Se resti vivo per altri due secondi,
lasciane uno per te e un altro
per il mondo.
Franco Armino
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