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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

10 giugno 2020

Eva curiosa e libera

"La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l'universo, la terra, il proprio corpo, di rifiutare l'insegnamento calato dall'alto, in una parola Eva rappresenta la curiosità della scienza contro la passiva accettazione della fede..." - 
Margherita Hack

*M. HACK, "Eva curiosa e libera della nostra contemporaneità"

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05 giugno 2020

Il falso e il vero


"La nostra presente società umana è stranamente soggetta ai contagi, le idee vere e le idee false si diffondono e si confondono sopra di noi come le nuvole, mescolandosi a incubi e spettri collettivi per cui non sappiamo più distinguere il falso dal vero”.
Natalia Ginzburg, 1970

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01 giugno 2020

La Memoria e la Storia

 "La memoria è personale, riguarda la propria vicenda familiare, le radici. Mentre la storia sembra sempre di qualcun altro. Eppure, quando le due cose si uniscono, entrambe acquistano senso. La memoria rende vera, concreta, la storia. Pensiamo all’Olocausto ai sei milioni di morti. Una cifra immane, immensa, difficile da cogliere. Ma quando ogni caso, ogni storia, vengono raccontati attraverso le singole vicende di ciascuna famiglia coinvolta, ecco: tutto torna ad acquistare un senso reale, appare vicino, si può toccare. Danno concretezza alla storia, e dalla storia ricevono un contesto."
Esther Safran Foer


*Esther Safran Foer, Linkiesta.it, 20.5.2020.

Esther Safran Foer, madre dello scrittore Jonathan Safran Foer e autrice del libro  Voglio sappiate che ci siamo ancora. La memoria dopo l'Olocausto, Guanda, Parma, 2020, pp. 288.
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25 maggio 2020

Dove l'uomo ha lavorato bene

"Dove l'uomo ha lavorato bene, lì è il bene, per l'uomo:
lavoro sopra lavoro, gli è già abitabile il mondo:
qui c'è la stazione dei treni, qui la trottola gira e rigira,
il prato sta bello innaffiato, il tostapane funziona:
anche la mano, per l'uomo, gli è diventata già umana,

e c'è il ditale, c'è il guanto, ci stanno le buone carezze:

dove l’uomo ha lavorato bene, lì è il bene, per l’uomo: 
cultura sopra cultura, gli è già razionabile il mondo:
quando risplende l’affresco, mattone è già sopra mattone:
per una ballatetta così, ci vuole la carta, la penna:
anche la testa, per l’uomo, gli è diventata già umana,
e c’è il pettine, c’è il cappello, ci stanno le buone pensate:
dove l’uomo ha lavorato bene, lì è il bene, per l’uomo:
e quasi gli è diventato tutto trasformabile il mondo:
si è allevato, si è coltivato, i peperoni, i caproni: 
arriva poi che davvero si addomestica i nuclei, le rampe:
ci suderanno archeologi, allora, sopra gli scudi spaziali,
sopra le bandiere con le medaglie, e sopra i militi ignoti:
persino l’uomo, per l’uomo, gli può diventare già umano:
può mettere un significato, in questa preistoria:"
Edoardo Sanguineti



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21 maggio 2020

Priorità

 In questi mesi non abbiamo mai sentito un imprenditore, un commerciante, un professionista, un preside, un politico, un sindaco lanciare la proposta di fare scuola in ogni modo possibile nei mesi estivi con tutta l'inventiva di cui gli italiani sarebbero capaci? Nessuno, proprio nessuno. L'economia è la priorità, il turismo è la priorità, l'outlet da intasare è la priorità ma non la scuola, non l'istruzione, non la formazione così necessaria per la buona economia, così necessaria per il ben-essere di una società intera. La scuola no. La scuola può aspettare, la scuola è rinviabile e magari potrà proseguire da settembre a distanza. Di fronte a questa "dimenticanza", dovrebbe scattare quel "potere dei senza potere", che è il titolo del magnifico libro di Vaclav Havel, che proprio si dovrebbe far leggere a scuola (anche ai docenti): coinvolgere bambini e adolescenti in una straordinaria esperienza sul campo di educazione civica con la più impensata delle utopie.
Per questo l'estate 2020 richiede a chi crede nella urgenza della scuola una straordinaria prova di Volontariato per fare lezione ovunque sia possibile, in ogni modo possibile, con creatività e passione, per svegliare le coscienze e rendere ben visibile la priorità dell'istruzione, al di là di ogni altro interesse. Possiamo trasformare questa emergenza in una straordinaria lezione di etica pubblica. In Italia ci sono tre mesi, giugno, luglio e agosto, pieni di luce e di sole, pieni di spazi all'aperto, sale pubbliche e private tutte da occupare per fare scuola a piccoli gruppi nel rispetto delle regole sulla distanza fisica (non sociale) con modalità in presenza docenti, bambini e ragazzi. In qualsiasi luogo è possibile attrezzare un'aula con sedie e tavoli e una lavagna (basta una lavagna per fare una lezione coinvolgente!). Questa dovrebbe essere la vera invenzione-rivoluzione: mille, diecimila, centomila  “aule” nelle piazze, nei giardini pubblici, nei parchi, nelle scuole, nei musei, nei teatri, al mare, in montagna, nelle città, oasi dell'apprendimento dove l'insegnare sia la grande lezione per la politica che risolve il problema scuola rimuovendolo.
mm


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19 maggio 2020

il lavoro

"[...] Abbiamo di fronte una grande sfida etica e culturale: quella di ricostruire il senso del lavoro nella sua dimensione personale e collettiva. Il lavoro è diritto, dovere, responsabilità, costruzione politica e sociale. Non è fine a se stesso, ma diventa un momento di un cammino dotato di significati più ampi e più ricchi. Attraverso il lavoro di ciascuno si alimenta creativamente un bene comune, il più ampio possibile".
Prof. Lorenzo Caselli,
"La vera sfida oggi è investire sul lavoro".Repubblica-Il Lavoro, 19.5.2020.

Lorenzo Caselli chiarisce nel modo più limpido e nella sua interezza il perché dell'art. 1 della nostra Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."

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18 maggio 2020

Poesia

Non credere troppo in fretta
all'inimicizia degli altri,
quasi sempre è distrazione o stanchezza,
non credere neppure
che il dolore sia assegnato
per sempre.
Non pensare a quello che non ti danno,
pensa al bene
da portare agli altri.
Non aggrovigliarti.
Butta via ogni giudizio,
fatti ramo.

Franco Armino

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14 maggio 2020

Ho pianto.


"È vero. Ho pianto. Ho faticato, ho combattuto, e alla fine ho pianto. Hanno accostato le mie lacrime ad altre lacrime: le hanno riportate ad un genere, quello femminile. Io invece ho avuto la forza di piangere - sì, la forza - perché ho fatto una battaglia per qualcosa in cui credevo sin dall’inizio, perché ho chiuso il cerchio di una vita che non è soltanto la mia, ma è quella di tantissime donne e uomini che come me hanno lavorato nei campi.
Però una cosa la voglio dire, a chi sta con me e a chi sta contro di me: le lacrime non le giudicate perché appartengono non a me sola, ma a chi ha ogni giorno il coraggio di sfidare per cambiare, sapendo che si può perdere o vincere. Sono cose che hanno a che fare con la vita, con l’impeto e la forza delle idee. Le lacrime sono il segno costitutivo, generativo della nostra specie. Chi le teme, o chi non ne comprende il senso e la forza, ha perso di vista il carattere più importante dell’umano: la coscienza delle cose, quant’è prezioso mostrarsi vulnerabili. Se abbiamo perso di vista questo, se non sappiamo più riconoscere cosa significa il pianto di chi crede in quello che fa, è preoccupante. Più di ogni battaglia, vinta o persa che sia.
La forza delle donne, ed anche di molti uomini, è proprio saper piangere: non esiste un “pianto di genere“, perché l’unico genere capace di pianto è quello umano. Le donne qui non c’entrano nulla: c’entrano coloro che ogni giorno portano avanti le battaglie in cui credono, magari impopolari ma giuste. Quelli che avanzano il cuore senza bisogno di calcolare le distanze. Spostano la notte più in là. E credono nella politica che guarda in faccia i problemi che attendono risposte."

Teresa Bellanova (Ministro dell'Agricoltura)

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13 maggio 2020

Memoria


13/5

e che il dono ch’io ho, da lui l’ho avuto
Umberto Saba

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12 maggio 2020

Il mostruoso mondo



"Perché anche noi negli ultimi due decenni abbiamo vissuto nella convinzione che il mostruoso mondo di ieri da cui traiamo origine ce l'eravamo lasciato alle spalle e l'avevamo sostituito con un altro. E adesso anche noi dobbiamo prendere atto che eravamo vittime di un'illusione: ciò che per noi ha fatto 'le veci del padre' è identico al 'padre' che aveva dominato due decenni fa. Oppure, espresso altrimenti: il mostruoso non soltanto è 'stato' , ma è stato una introduzione."

Günther Anders

*Günther Anders, Noi figli di Eichmann, Giuntina, Firenze, 1995.

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