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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

24 marzo 2014

Nel tempo di Wikipedia

"La sapienza non consisterà più nella sola memoria, ne più dirassi "scire est reminisci", ma bensì, "scire est ratiocinari". Onde non dovrassi avere per uomo di buon senso colui, che sappia molto d'Istoria, di erudizione, e molti frontispizi di libri, e molti nomi di re barbari, qualora tali cognizioni non saranno che un inerte deposito nella sua mente, dalle quali nessuna conseguenza ne deduca, e nessun ragionamento; poiché la ragione vuol essere Signora della mente umana, e nessuna delle umane cose si deve sottrarre al dolce suo impero; onde costoro, che hanno ripieno il capo di una disordinata erudizione, non chiameransi che meri vocabolari della Repubblica letteraria".
Alessandro Verri
"Il Caffè" 1764

16 marzo 2014

02 marzo 2014

Maestri di scuola

"Non dimenticate che davanti al maestro e alla maestra passa sempre il futuro. Non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese: che ha alla sua base un testo fondamentale e ricchissimo, la Costituzione, che può essere il vostro primo strumento di lavoro."
Mario Lodi, Lettera ai maestri di scuola


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19 febbraio 2014

Cari ragazzi di quinta
Abbiamo camminato insieme per cinque anni. Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti. Abbiamo cercato di capire questo nostro magnifico e stranissimo mondo non solo vedendone i lati migliori, ma infilando le dita nelle sue piaghe, infilandole fino in fondo perché volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore. Abbiamo cercato di vivere insieme nel modo più felice possibile. È vero che non sempre è stato così, ma ci abbiamo messo tutta la nostra buona volontà. E in fondo in fondo siamo stati felici. Abbiamo vissuto insieme cinque anni sereni (anche quando borbottavamo) e per cinque anni ci siamo sentiti “sangue dello stesso sangue”. Ora dobbiamo salutarci. Io devo salutarvi. Spero che abbiate capito quel che ho cercato sempre di farvi comprendere: non rinunciate mai, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, ad esser voi stessi . Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare” come vorrebbe. Ora le nostre strade si dividono. Io riprendo il mio consueto viottolo pieno di gioie e di tante mortificazioni, di parole e di fatti, un viottolo che sembra sempre identico e non lo è mai. Voi proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne avete bisogno. Siete capaci di camminare da soli e a testa alta, perché nessuno di voi è incapace di farlo. Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potrà mai distruggervi, se voi non volete. Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello sempre in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre rimanere in voi; con onestà, onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, e voi dovere ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza, e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire ad amare, e… amore, amore. Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio. Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi. E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa, vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me, e io di voi. Ciao.
Alberto Manzi
1976

21 gennaio 2014

Claudio Abbado





Claudio Abbado ogni volta colpiva per la sua fragilità e la sobrietà dei modi, parlava a voce bassa ma le sue parole erano luminose e potenti. Tutta la sua vita è stata al servizio dell'eccellenza e del vero sentire democratico. Un dono per l'umanità.


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07 gennaio 2014

Se si insegnasse la bellezza ...

"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."
Peppino Impastato

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01 gennaio 2014

Quando la speranza ci fa rischiare




Joan Mirò - La speranza
1946

"Quando la speranza ci fa rischiare comincia un anno nuovo. Se solleviamo lo sguardo incontriamo orizzonti appesantiti da grosse nuvole che minacciano tempesta. Che fare? Arrendersi, scappare, deprimersi, disperare? La tentazione c'è, ma pure qualcosa ci dice che dobbiamo dare un calcio ai lamenti e ai mugugni se vogliamo entrare nell'anno nuovo col piede giusto. Vogliamo cominciare con una parola desueta e impopolare? Una parola screditata perché apparentemente morbida e fragile. Ma che pure ha un cuore di ferro. La parola speranza. Che ad alcuni suscita un risolino beffardo, ad altri uno sbadiglio di noia. Ma pure bisogna riconoscere che senza speranza la realtà la si imbalsama come fosse un corpo morto. Un corpo dal cervello piatto che, nell'euforia dell'onnipotenza tecnologica, teniamo in vita pompando sangue dentro vene inerti. Ma davvero è quello che vogliamo? Eraclito, che non era certo un ottimista, diceva che «senza speranza è impossibile trovare l'insperato». Sperare infatti non vuoi dire mettersi a braccia conserte ad aspettare la manna dal cielo, ma rimboccarsi le maniche e darsi da fare. «Se ti trovi davanti due strade», scrive Terzani, «una che va in su e una che va in giù, prendi sempre quella che sale». La discesa è più facile, certo, ma di solito ti porta in un buco. Andare in salita è faticoso, ma è una sfida e ti porta in alto. Pur sapendo che la speranza, come dice Bernanos, è piena di rischi. È addirittura «il rischio dei rischi». Ma se non rischi e ti fermi impaurito, alla fine sarai travolto. Perché, come ci suggerisce quella piccola cosa poetica che è l'orologio, tutto corre e si muove e chi resta fermo viene spazzato via dalla gran scopa della storia. «La speranza è una cosa dotata di ali», pare di sentire la voce maliziosa e intelligente di Emily Dickinson, «che mette su casa nello spirito e canta un canto senza parole e non si ferma mai». Con quel poco di voce che ci è rimasta, ci tocca cantare, se vogliamo che qualcosa in noi voli ...."
Dacia Maraini


*D.Maraini, Quando la speranza ci fa rischiare,  "Corriere della sera", 31.12.2013.

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24 dicembre 2013

22 dicembre 2013

Sguardi di futuro

"Ci sono tre cose fondamentali: la prima è avere la curiosità di conoscere, ciò ti porta a sapere e di conseguenza a capire. Tre cose che sono inscindibili: per capire devi sapere e una volta che sai forse dovresti agire ma questa è la cosa più difficile."
Rosetta Loy

*"Il fatto quotidiano", 22.12.2013

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08 dicembre 2013

La mafia uccide solo d'estate

Negli anni della peggior tv Pif (Pierfrancesco Diliberto) si è inventato uno stile giornalistico scanzonato e puntualmente serio, capace di smascherare la nostra contemporaneità. Il suo primo film da regista La mafia uccide solo d'estate si potrebbe anche definire un "docu-film" in cui la miscela leggerezza e profondità vanno di pari passo in una crescente tensione civile, ben percepibile nelle scene finali. Ed è stato gratificante notare che a Genova in una domenica pomeriggio piena di sole e di "passeggio natalizio" tanti genitori fossero al cinema con i propri figli della stessa età del piccolo protagonista Arturo. Perché questo film è una eccellente lezione di educazione civica.
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