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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

31 dicembre 2014

La Natura

“Io penso che la gravita degli affetti, di ciò che ci rende umani, non venga da un altrove rispetto alla Natura. La Natura è complessa, iridescente, bellissima: costruisce archi di galassie, esplosioni di buchi neri, onde di probabilità, il cielo stellato, il profumo delle viole, i sorrisi della mia ragazza. La fisica non mi fa sentire estraneo al mondo, mi fa sentire profondamente parte del mondo. È come l'alta montagna: uno spazio nudo, spopolato, essenziale. Ma dove ci si sente più a casa nel mondo che lassù”.
Carlo Rovelli


*Carlo Rovelli, “Corriere della sera”, 31.12.2014.

24 dicembre 2014

Natale

Salita Santa Caterina
24.12.2014

10 dicembre 2014

Forma / sostanza

"La  ragione  esprime  le  leggi della necessità. La coscienza esprime l'essenza della libertà. La libertà,  che non è limitata da alcunché,  è l'essenza  della  vita nella  coscienza dell'uomo. La necessità senza contenuto è la ragione umana nelle sue tre forme. La libertà è ciò che viene
esaminato. La necessità è chi esamina. La libertà è il contenuto. La necessità è la forma. Soltanto  con  il  disgiungimento delle due sorgenti della conoscenza, che stanno l'una all'altra come la forma al contenuto, si acquisiscono i concetti di libertà e di necessità che, considerati isolatamente, si escludono a vicenda e riescono incomprensibili. E soltanto congiungendoli otteniamo una chiara rappresentazione  della vita dell'uomo. Fuori   da   questi   due  concetti,   che,   uniti,   si  determinano reciprocamente,   -  come la forma e il contenuto  -    è  impossibile alcuna idea della vita umana. che ci resta ignoto di quanto sappiamo sulle leggi che reggono la vita  umana."
Lev Tolstoj

*Lev Tolstoj, Guerra e pace,  [Epilogo, Cap. X]

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07 dicembre 2014

Genova della meraviglia


"Questa città non la si conosce se si guarda dove dicono i depliant, e non ci si capisce niente se si va dietro l'obiettivo di una telecamera. Questa citta non è Disneyland, non è fatta per farsi consumare dallo sguardo di un giorno, e non è nemmeno fatta per essere buttata giù e ricostruita sul tema del giorno. Questa è una città luterana, la sua vita è vita interiore, la sua bellezza è stata fatta per sé, per chi guarda dentro, per chi la sa abitare."
Maurizio Maggiani


*M. Maggiani, "La Stampa", 7.12.2014

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04 dicembre 2014

Piccole virtù



"Le attività di manutenzione non pretendono di trasformare il mondo, i loro obiettivi non sono esprimibili in modo semplice, non hanno il fascino mozzafiato di attività che producono oggetti con prestazioni elevatissime, vanno continuamente e periodicamente ripetute, se hanno successo il loro effetto non si vede."
Pier Giorgio Perotto


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28 novembre 2014

Piccole virtù che salvano il mondo

I giusti
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Louis Borges

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03 novembre 2014

Conflitti generazionali

"[...] io e mia figlia potremmo concordare in questo: ch'ella possa, e anzi debba odiare, l'antiquato che ci fosse in me, il superato, il retrivo, ma non odiare l'antico. Ho paura di una sua rivoluzione inconsulta; mia figlia dovrebbe sfrondarmi a colpi di accetta dei miei rami morti o morenti, ma risparmiare le mie radici. Lei non lo sa, o non vuole accorgersene ma le miei radici si protendono fino a lei. È verissimo che solo i nuovi e i diversi sanno rivoluzionare il mondo e hanno ragione di farlo; è verissimo che non ci vuole troppa comprensione né troppa compassione da parte di chi vuoi rifare tutto e dare una scossa definitiva a ciò che è maturo e indugia troppo a cadere. Ma questo è un problema di mezzi, di forze strumentali, non di principi e non di fini. lo sono convinto che le rivoluzioni profonde le compie chi sa quel che perde e non certamente chi non lo sa; i grandi eversori della storia sono nati in famiglie che conoscevano i beni della vita, della potenza e non erano solo pieni di disprezzo per tutto; gustavano le tradizioni e perciò quanto meglio le conoscevano tanto più dirittamente sapevano rinunciare e colpire, abbattere. Il disprezzo che ha mia figlia (naturalmente mitigato dall'affetto) per le mie abitudini e i miei "passatismi" è quel che le servirà per allontanarsi definitivamente dalla pianta paterna, ma non quello che le basterà per creare a se stessa il nuovo nido: ci vuole molto, molto amore per distruggere a fondo, molto e tenace orgoglio del passato per rinnovarsi davvero."
Franco Antonicelli, 1968

* "La Repubblica", 3.11.2014.

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28 ottobre 2014

Piccole virtù

Dedizioni speciali


Non basta poco.
Serve tanto,
per ogni cosa,...
anche per quelle piccole:
si richiede molta attenzione alle inezie
(possono sfuggirci per un'inezia)
grande cura per i dettagli
(essendo dettagli, se non li curi
non li vedi, e sono capaci di fregarti)
parecchia considerazione per i fatti trascurabili
(per non dargliela vinta).
Inutile dire, poi,
che le cose importanti
sono terribilmente esigenti,
in fatto di dedizione:
e definire inutile il rammentarlo
è un azzardo,
poiché darlo per scontato
potrebbe istigare qualcuno,
i più pigri, i più rinunciatari,
alla noncuranza.
(E anche quest'ultima,
a dirla tutta,
se proprio la si volesse praticare,
pretenderebbe molta applicazione:
non badare alle cose importanti
con indolenza, con sciatteria,
sarebbe una non fatica sprecata).
Enzo Costa


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18 ottobre 2014

Genova, meraviglie ...

Genova, meraviglie
che a una a una sciorina -
festoso saliscendi,
sfolgorante mattino -
la nostra traversata
calando noi con ombre
in quella
solare cavità,
noi, luce, risalendo
precipizi
di pietre, ardesie, marmi,
fissa in basso la vampa
della fornace marina
oh posta
da chi sul mio cammino,
scala, scala continua
per cui l'inferno si approssima
o il paradiso s'avvicina.

Mario Luzi,1994


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13 ottobre 2014

Il Dio delle sorprese

"... E per questo Gesù li rimprovera di essere chiusi, di non essere capaci di conoscere i segni dei tempi, di non essere aperti al Dio delle sorprese. E questo deve farci pensare: io sono attaccato alle mie cose, alle mie idee, chiuso? O sono aperto al Dio delle sorprese? Io sono capace di capire i segni dei tempi ed essere fedele alla voce del Signore che si manifesta in essi? Possiamo farci oggi queste domande e chiedere al Signore un cuore che ami la legge, perché la legge è di Dio; che ami anche le sorprese di Dio e che sappia che questa legge santa non è fine a se stessa."
Papa Jorge Mario Bergoglio 13.10.2014


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