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Il titolo di questo blog è ancorato ad un editoriale di Amos Luzzatto pubblicato sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" nel giorno di Pasqua del 2001 sotto il titolo "Il valore della Libertà il rispetto della Legge".

22 settembre 2026

La Scuola vero luogo di integrazione

 Nelle settimane scorse RaiStoria ha trasmesso una famosa inchiesta a puntate del regista Luigi Comencini I bambini ci guardano. Una puntata era dedicata a Torino negli anni della grande migrazione del sud. In particolare in una classe delle medie era significativo quel che diceva la docente "costretta" (dal suo punto di vista) a insegnare in una classe nella quale si mescolavano i bambini torinesi con i piccoli calabresi, pugliesi, siciliani, anche veneti, "arrivati qui quasi analfabeti" (parole della prof). Forse quella prof. intervistata da Comencini aveva dimenticato quella pagina del libro Cuore in cui Edmondo De Amicis raccontava l'arrivo del piccolo immigrato calabrese nella classe della terza elementare di Torino tra bambini di ogni regione d'Italia ricordando che proprio alla Scuola si assegnava il mandato di costruire integrazione. Retorica? forse. Propaganda? forse. Ma la Scuola è il vero "ponte" per costruire comunità tra le diversità culturali, sociali, religiose. Per costruire ponti sono necessari progetti solidi, architetti eccellenti e grandi, grandissimi investimenti nel lungo periodo. Soprattutto una vera visione di futuro.

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20 settembre 2026

Considerazioni (non) a margine di quel che è accaduto nella scuola di Centocelle

 


In un fotogramma del tg3 appare la targa della scuola teatro di una vicenda tristissima al centro del dibattito mediatico. Ma nessuno aveva mai notato lo stato di degrado della targa di quella scuola media dedicata a Giovanni Verga? nessuno Preside, insegnanti, dipendenti, genitori, passanti, autorità, proprio nessuno aveva mai pensato che la prima "lezione" doveva essere la pretesa di cambiare quella targa oramai indecorosa, magari spiegando agli alunni il perché dell'urgenza di quella richiesta. Il cambio di una targa erosa dal tempo non è poi così costoso e quanto sarebbe stato formativo lanciare una colletta tra tutti insegnanti, genitori, scolari stessi per coprire la spesa, una semplice (memorabile) lezione di educazione civica, che forse ogni studente di quella scuola avrebbe ricordato nel tempo, fino all'età adulta ... " In quella scuola mi hanno insegnato ad aver cura del bene pubblico, aver cura della memoria storica rappresentata anche dal nome di una via o piazza, dalla targa della mia scuola."

Per alcune affermazioni improprie della docente aggredita e ferita da un alunno (italiano) e salvata ad compagno di classe (immigrato), credo che esista una sconcertante contraddizione tra l'insegnare in una scuola PUBBLICA e proclamarsi convintamente favorevoli alla "remigrazione" (= deportazione) con esplicite argomentazioni di tipo razzista. Forse quell'insegnante non ha mai ascoltato il racconto di Liliana Segre che, nel giorno in cui da bambina fu espulsa da tutte "le scuole del Regno", si ritrovò di fronte al muro ostile della sua maestra perchè quel provvedimento non era problema suo.


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12 agosto 2026

Quell'Italia che funziona

 "Accanto agli eroi dei busti e dei monumenti, ho cominciato a considerare gli oscuri protagonisti della vita quotidiana, quelli che ogni mattina escono da casa, affrontano un viaggio disagevole su trenini scassati perché sentono di avere un dovere da compiere. Quelli che in un ufficio di poca importanza, con una mansione di poca importanza, fanno il loro dovere meglio che possono".

Corrado Augias, "La vita si impara", 2026.

PS: Nel 2022 svuotando lo studio di mio padre tra libri, carte di ogni tipo è saltata fuori una cartellina con una etichetta bianca e un titolo scritto a mano "L'Italia che funziona" in cui nell'arco della sua vita aveva conservato quei ritagli di giornale in cui si raccontavano storie (apparentemente) fatte di niente, episodi piccoli o grandi di Persone, che anche senza particolari qualifiche, appunto con le parole di Augias, "fanno il loro dovere meglio che possono".

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07 agosto 2026

Mondo nuovo

 "E non sapremo perché e come
siamo di un'era in transizione
fra una civiltà quasi finita
ed una nuova inconcepita ..
"
Francesco Guccini, "Mondo nuovo", 1978.

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06 agosto 2026

Rastrellamento: le parole sono pietre

 Le parole sono pietre

0ggi in una conferenza stampa di Roberto Vannacci alla Camera dei Deputati è entrata in scena la parola "Rastrellamento" e legittimata come azione necessaria per garantire la sicurezza. Parola raggricciante per chi conserva la memoria, per chi sa che cosa furono i rastrellamenti negli anni della Seconda Guerra Mondiale, che cosa fu il "rastrellamento nel ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, i rastrellamenti nazifascisti attraverso l'Italia tutta, di paese in paese, di valle in valle.

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31 maggio 2026

Contengo moltitudini

 Nella polemica esplosa sulle dichiarazioni di Francesco De Gregori mi aveva colpito quel “contengo moltitudini” che meritava di essere approfondito. Ed ecco che è saltata fuori una poesia di Walt Whitman, il poeta de L’attimo fuggente, una poesia densa e riflessiva, forse poco nota a chi pretende che la lettura di ogni vicenda sia da incanalare nella marea del gran pensiero della semplificazione dominato dal gran teatro mediatico. Ma è davvero difficile classificare la risposta
di De Gregori su Gaza nella categoria del qualunquismo.

Canto di me stesso

Il passato e il presente sfioriscono – li ho riempiti, li ho svuotati.
E insisto: riempirò la mia prossima piega del futuro.
Ascoltatore lassù! Che cosa devi confidarmi?
Guardami in faccia mentre annuso la sera che viene di soppiatto,
(Parla con franchezza, nessun altro ti ascolta e io resto non più di un minuto.)
Mi contraddico?
Benissimo, mi contraddico.
(Sono largo, contengo moltitudini.)
Mi concentro verso quelli che sono vicini, aspetto sulla porta.
Chi ha finito la sua giornata di lavoro? Chi farà prima con la sua cena? A chi piace camminare
con me? Parlerai prima che me ne vada? O ci proverai quando sarà già troppo tardi?

Walt Whitman, 1855
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24 maggio 2026

Poesia, la Vita

Non ha fine la poesia, così come
il cielo non ha fine. Come le ore di Dio
e i giri del nostro pianeta. I riflessi della vita
conservano la sua forma entro la poesia. Finché
il mare andrà e verrà, finché
nasceranno fiori e colori, finché
gli uomini si daranno l’un l’altro la mano,
ci sarà anche la poesia.
La poesia nasce
assieme alle cose, assieme all’amore,
assieme al dolore. Per esempio,
la poesia di molte pagine mie è nata
assieme ai tuoi occhi.

Nikiforos Vrettakos

*Nikiforos Vrettakos (1912- 1991) poeta greco.
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19 maggio 2026

Dicono che è la pace

"Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace".

Tacito, ("Agricola", 30).

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13 maggio 2026

La letteratura

 “La cosa buona della letteratura è che non ha un mandato. E quando non hai un mandato, vedi le cose più chiaramente, perché non cerchi di imporre il tuo punto di vista. I politici vogliono sempre farlo. Anche gli accademici. Gli artisti invece cercano di prendere il polso del tempo, di guardare dove gli altri non vogliono o non possono."
Guillermo Arraga


G. Arraga, Viaggio nel lato oscuro della frontiera, laRepubblica, 13.5.2026 (intervista di Annalisa Cuzzocrea).

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27 aprile 2026

Giorni di Torino liberata

27 Aprile 1945, venerdì pomeriggio davanti al carcere le Nuove

" [...] In un momento ci trovammo circondati, abbracciati da dieci, venti bracia. Tante voci ci chiedevano notizie, particolari, una qualsiasi parola di risposta. Decine di occhi scrutavano i nostri volti e le mamme alzavano da terra i loro piccoli perché pure loro ci vedessero. E i ragazzi sgusciavano da sotto le gambe dei più alti per poterci venire vicino, per toccarci! Era la gente nostra, quella che un giorno, all'inizio ci aveva chiesto di 'fare, come tanti, qualcosa per l'Italia', era il popolo semplice per il quale avevamo tanto rischiato, che ci correva incontro e ci diceva Grazie."
Carlo Milan, in Per la libertà, Mursia, 1995, pp. 195-197.

*Giorni di Torino che sono ben fissati nell'anima, ricordi e racconti vivissimi che hanno nutrito i giorni dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'età della consapevolezza in modo definitivo.
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25 aprile 2026

Il 25 Aprile è divisivo?

 Il 25 Aprile è (ancora) divisivo?
Questa data del nostro calendario civiile segna in modo netto un prima e un dopo.
Il Fascismo è stato l'avvelenamento della politica, il delitto Matteotti, leggi liberticide a partire dal 1924, abolizione della libertà di stampa, dei partiti, dei sindacati, la persecuzione di ogni opposizione con l'omicidio, il carcere, il confino e ogni tipo di vessazione, la militarizzazione della società tutta, la campagna d'Africa del 1935-1936, le leggi razziali del 1938, la delittuosa partecipazione alla seconda guerra mondiale a fianco del Terzo Reich, di cui erano già note tutte le nefandezze. La Repubblica di Salò è stata la prosecuzione della devastazione quando oramai l'Italia era sfibrata da una guerra feroce, è stata l'odio irrefrenabile, le torture nelle carceri, le razzie e gli assalti ai paesi dell'Italia a supporto delle operazioni militari delle SS, uomini e donne uccisi ed impalati, bambini strappati alle madri e straziati per assaporarne il sangue, gli ebrei consegnati ai vagoni dei tedeschi diretti verso i campi di sterminio.
Il 25 Aprile segnò la LIBERAZIONE per tutti, vera liberazione per tutti, anche per chi era stato fascista fino al giorno prima.
Per questo il 25 Aprile ha diviso in modo netto la Storia degli italiani, divisivo per definizione, unificante per ogni persona che riconosce (o finalmente riesce a riconoscere) la forza di quella cesura tra quel che era stato prima e il tempo dell'Italia Liberata.
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21 aprile 2026

La pratica della Libertà

"[...] Sarebbe bello che conoscessero bene la loro Storia. Perché sono nipoti e pronipoti di chi ci ha resi liberi, un giorno, a prezzo della vita, e sarebbe giusto saperlo perché tutti siamo foglie e fiori e frutti delle nostre radici. Facciamo memoria, la memoria illumina il presente e indica la strada del futuro. Proviamo a non ripetere più i medesimi errori. A non dimenticare il Novecento. La guerra non la fa chi la conosce e l’ha subita. La fa chi arriva dopo e non ne ha memoria."
Concita de Gregorio

* I Giovani tra disincanto e Resistenza, "la Repubblica", 20.4.2026.


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10 aprile 2026

La tregua non è la pace

"[...] Levi chiama questo tempo di mezzo tregua proprio per nominare lo statuto sospeso dell’esistenza dopo la catastrofe. Il male storico della Shoah non può terminare davvero con l’apertura dei cancelli di Auschwitz ma è destinato a proseguire nella memoria, nei sogni, nella fatica del ritorno alla vita. Questo significa che nessuna tregua può coincidere con un’innocenza ritrovata perché è solo il nome fragile di una sopravvivenza che prova a ricominciare senza poter cancellare ciò che è stato. Per questo la tregua non è soltanto una categoria politica o militare, ma è una profonda figura dell’umano [...]".
Massimo Recalcati

*M.Recalcati, La lezione della tregua, "La Repubblica", 10.4.2026.

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24 marzo 2026

Educazione al futuro

"L’educazione dovrebbe mostrare e illustrare il Destino a molte facce dell’umano: il destino della specie umana, il destino individuale, il destino sociale, il destino storico […]. Dovrebbe sfociare nella presa di conoscenza, dunque di coscienza, della condizione umana, della condizione comune a tutti gli umani e della ricchissima e necessaria diversità degli individui, dei popoli, delle culture".
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"Un pensiero capace di non rinchiudersi nel locale e nel particolare, ma capace di concepire gli insiemi, sarebbe adatto a favorire il senso della responsabilità e il senso della cittadinanza. La riforma di pensiero avrebbe dunque conseguenze esistenziali, etiche e civiche."


Edgard Morin 

*E. Morin, I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Raffaello Cortina, Milano, 2001

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08 marzo 2026

Il diritto di urlare

 Non ho voglia di aprire la bocca
di che cosa devo parlare?
che voglia o no, sono un’emarginata
come posso parlare del miele se porto il veleno in gola?
cosa devo piangere, cosa ridere,
cosa morire, cosa vivere?
io, in un angolo della prigione
lutto e rimpianto
io, nata invano con tutto l’amore in bocca.
Lo so, mio cuore, c’è stata la primavera e tempi di gioia
con le ali spezzate non posso volare
da tempo sto in silenzio, ma le canzoni non ho dimenticato
anche se il cuore non può che parlare del lutto
nella speranza di spezzare la gabbia, un giorno
libera da umiliazioni ed ebbra di canti
non sono il fragile pioppo che trema nell’aria
sono una figlia afgana, con il diritto di urlare.
Nadia Anjuman (1980 –  2005)  poetessa afghana.

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06 marzo 2026

Più libri

 Ieri pomeriggio in una via di Genova un ragazzo camminava sul marciapiede leggendo un libro, tutto concentrato sulle pagine spalancate davanti ai suoi occhi, passo dopo passo. Una immagine quasi surreale, il bene del mondo avanzava di fronte a me.
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10 febbraio 2026

Il giorno del Ricordo

 Sarebbe doveroso non politicizzare la Storia sovrapponendo eventi non equivalenti. La persecuzione, la caccia e lo sterminio degli ebrei cercati uno per uno in tutta Europa che determinò la Shoà non può essere comparabile con la pur feroce vicenda delle foibe sulla quale l'opinione pubblica italiana tende a omettere o disconoscere la causa che innescò la 'vendetta' degli jugoslavi, oramai schierati dalla parte dell'Europa filocomunista. Nel 1941 le truppe italiane sotto il controllo del Regime fascista avevano invaso la Jugoslavia sottoponendo le popolazioni ad efferatezze che ancora oggi restano sottotraccia, se non addirittura negate da quelle forze politiche che radicano il consenso sull'anticomunismo che aveva caratterizzato quasi tutto il tempo della cosiddetta Prima Repubblica. Infatti la seconda guerra mondiale è stata una guerra ad incastri con molti teatri di guerra, guerra militare e di civili, guerra di visioni del mondo in antitesi, guerra di ideologie contrapposte che sfociò nella 'Guerra fredda' in un mondo spaccato in due tronconi. Almeno fino a quando la politica non riuscirà a muoversi nello spazio del tempo nuovo del ventunesimo secolo con rinnovate progettualità è probabile che puntualmente ogni anno il Giorno del Ricordo riproduca polemiche strumentali che nulla hanno a che fare con la Storia di quel che è stato.

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27 gennaio 2026

Il ritorno di Liana Millu

 



"Si tratta di un quaderno di non grandi dimensioni: 12 x18 cm, di un'eleganza un po' massiccia per cui si vorrebbe spendere l'aggettivo tedesca. È ricoperto di pelle zigrinata. Sul fianco ha una piccola serratura per custodire meglio segreti, probabilmente sentimentali, di qualche signorina di un tempo. In alto a sinistra, in caratteri gotici dorati, introdotti e chiusi da riccioletti, vi è scritto Tagebuch, diario [...] A metà degli anni Ottanta, con un gesto indimenticabile, il diario fu consegnato all'autore di questa introduzione. Dovevo custodirlo e non leggerlo fino alla morte di Liana. Per vent'anni stette là serrato. Era l'oggetto più prezioso della mia casa. Più che uno scrigno inaccessibile era paragonabile a una cosa sacra: nulla, se non fedeltà e timore, impedivano di aprirlo. La domanda è sorta dopo. Ora potevo leggerlo, ma dovevo pubblicarlo? Dubbi legittimi, ma non tali da mettere in discussione la decisione di far giungere pagine senza uguali nelle mani di molti lettori i quali hanno ormai a disposizione un'ulteriore, singolarissima, via per accedere al mondo della Shoah, tragico evento che ha contrassegnato in modo incancellabile la storia europea".
Pietro Stefani

*Piero Stefani Introduzione al diario di Liana Millu Tagebuch, Giuntina, Milano, 2006.

Liana Millu (Pisa 1914 - Genova 2005)

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26 gennaio 2026

Insegnare la dignità

Durante la puntata del 24 gennaio de La Città ideale (Rai3) dedicata a Montevideo è stato intervistato il cantautore Fabrizio Moro che ha dato la risposta più limpida e più vera su che cosa dovrebbe fare la società per i più giovani.
Risposta:
"Insegnare la dignità nelle scuole", una materia di insegnamento specifica.
Perchè la dignità è un valore che si sta perdendo sia nel linguaggio quotidiano che nell'agire sociale e politico. Ed è compito precipuo della scuola restituire valore e forza alla dignità che riguarda ogni persona, ogni comunità, la "città ideale", appunto.
Insegnare la dignità a scuola ma non proprio in una disciplina specifica ma proprio "stare a scuola" (dalla scuola materna all'Università) nel rispetto reciproco docenti e allievi/e, nel modo di insegnare ogni materia (un dettato, un riassunto, la letteratura, la filosofia, la matematica, la fisica ecc.), insegnare il senso del dovere come interfaccia dei diritti: il Dovere come forma di rispetto dei propri talenti e della propria dignità, i Diritti per riconoscere la dignità di ciascuno nelle diversità. Insegnare la Responsabilità per vivere la complessità del mondo con dignità. Quale altro obiettivo può avere la formazione dall'asilo all'Università?

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19 gennaio 2026

Per conoscere la Costituzione

 "[...] Sono sempre più convinto che prima di riscrivere la Costituzione bisogna rileggerla. E qualcuno, invece, deve cominciare a leggerla."

Giovanni Maria Flick, 2015.


E sarebbe anche davvero utile cercare le pagine dei lavori dell'Assemblea Costitutente per capire la capacità certosina dei Costituenti di meditare su ogni articolo, ogni comma, su verbi e aggettivi, sulla punteggiatura stessa, alimentando un confronto prezioso per consegnare il testo definitivo della Costituzione in tutta la sua ricchezza democratica.


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Copyright

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